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Vacanze nel Sinis: cose da non perdere

Postato da Olga on 30 dicembre 2017
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Vacanze nel Sinis

La corsa degli scalzi

Se avere deciso di trascorrere le vostre vacanze nel Sinis a settembre, sicuramente questo articolo è per voi.
Tra le tante cose che possiamo consigliarvi di vedere in zona, oltre alle bellissime spiagge della penisola, 
vogliamo suggerirvi un importantissimo evento per tutta la popolazione locale – La corsa degli scalzi. 

Agli inizi di settembre si rinnova una festa particolarmente sentita dagli abitanti di Cabras, La corsa degli scalzi. Migliaia di persone partono dalla chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis, portando in spalla il loro santo protettore San Salvatore, e percorrendo scalzi 8 km su ogni tipo di terreno, asfalto, sassi, e strada bianca, arrivando fino alla chiesa di Cabras dove depositano il santo e celebrano la messa.

Seguita da una festa nel paesino di San Salvatore, tra musica, canti sardi e gastronomia. Vino e muggini arrosto a volontà, concludendosi nell’allegria e nella condivisione comune.

Le origini della festa

Il significato di questa ricorrenza religiosa ha radici molto antiche. Il fatto che i protagonisti siano scalzi si fa risalire alla povertà degli abitanti del paese che non avevano la possibilità di comprarsi calzari,  il popolo di Cabras erano pescatori e contadini.

 

Scalzi di Cabras

 

Il lungo tragitto tra San Giovanni di Sinis e Cabras, si fa risalire al periodo dell’invasione dei mori intorno all 800 dopo Cristo. Il mediterraneo era sotto il dominio completo dei popoli islamici che avevano conquistato la Spagna, l’Africa del nord e la penisola arabica, l’Italia del sud in particolare la Sicilia.

La cultura islamica imperava, per la qualità dei suoi scienziati, la capacità tecnica e artistica. Un popolo di nomadi pastori, dopo l’avvenuta di Maometto (630 d.c) era diventato sofisticato, tollerante ed estremamente organizzato, conquistando appunto tutto il mediterraneo.

I mori così chiamati per il colore della loro pelle scura, erano di matrice islamica, probabilmente pirati, che facevano incursioni violente lungo le coste della Sardegna, mettendo a ferro e fuoco villaggi e città e portando via le donne e i giovinetti per venderli come schiavi.

In una di queste incursioni gli abitanti di Tharros, città sulla costa del Sinis, decisero di scappare nell’interno, protetti dalle paludi e dagli stagni, portandosi via l’unica cosa di valore che ancora rimaneva, il loro santo. Lo fecero così com’erano, scalzi e pieni di fede

Data e luogo: primi giorni di settembre, Cabras e San Salvatore

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